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Pubblichiamo una nota del Comitato Utenti Servizio Ferroviario dell’Emilia Romagna (di cui fa parte anche Federconsumatori ER) sulle recenti modifiche dell’orario ferroviario in vigore dal 12 giugno 2011.
DAL 12 GIUGNO I NUOVI ORARI FERROVIARI: UNA CONFERMA SOFFERTA DEI SERVIZI REGIONALI ASSEDIATI DA 16 NUOVI FRECCIAROSSA
Il nuovo orario estivo si presenta con le conferme, affatto scontate, degli attuali livelli di servizio e con alcune limitazioni dovute all’introduzione di nuovi treni ad Alta Velocità. Saranno infatti questi nuovi Frecciarossa/argento a interferire pesantemente con il servizio ferroviario regionale con un’ulteriore congestione del nodo di Bologna, ancora sotto scacco per i lavori della nuova stazione AV, peraltro in forte ritardo.
Direttamente interessati una decina di treni regionali delle linee Bologna-Verona, Bologna- Padova, Bologna-Prato che subiranno rallentamenti o modifiche d’orario rispetto alle esigenze dei nuovi Frecciarossa. Una supremazia contestata anche dalla Regione Emilia-Romagna che ha consentito di limitare gli effetti a un numero minore di treni. Per l’offerta ferroviaria della Romagna, vengono confermate le soppressioni di 2 coppie di treni della “Lunga Percorrenza” che collegavano nel periodo estivo Roma e Milano con Ravenna e la costa romagnola. Contrariamente ai primi annunci, verrà invece potenziata l’offerta serale e notturna tra Ravenna e Rimini con treni del servizio ferroviario regionale.
Un’ulteriore incertezza per gli utenti emiliano-romagnoli è costituita dalla rinuncia della Regione a confermare l’attuale contratto di servizio, di fatto prorogato per un solo anno. Un contratto indifendibile per le inadempienze delle imprese di trasporto che invece lamentano l’inadeguatezza dei ricavi. In prospettiva un forte aumento delle tariffe o un aumento del contributo regionale per una quota ora stimata in 20 milioni di euro/anno. Il CRUFER stigmatizza l’inadeguatezza dell’attuale livello dei servizi e la scarsa esigibilità del rispetto dei parametri contrattuali. Esprime l’esigenza di mantenere i costi e le tariffe sotto stretto controllo, evitando di monetizzare il diritto alla mobilità dei cittadini.
Bologna, 10 giugno 2011
(Foto di ines saraiva su Flickr.com)

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