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La crisi incombente, lungi dall’aver messo in moto meccanismi di salvaguardia o di solidarietà, ha invece scatenato comportamenti vergognosi.
E così una quantità di veri e propri sciacalli, rivolgendosi alla categoria più esposta e meno protetta – i pensionati – li insegue e li incanta persino nei luoghi più protetti ed impensati. Raccomandiamo pertanto ai nostri lettori di non accettare proposte di finanziamenti loro presentate in uffici pubblici da persone non accreditate.  E’ chiaro che sconsigliamo di contrarre questa operazione anche in altri luoghi, ma resta il fatto che è davvero il massimo della scorrettezza permettere a queste persone senza scrupoli di operare in luoghi protetti: come dice un nostro conoscente, sarebbe come consentire a Dracula di passeggiare dentro l’Avis.
L’offerta più consueta sottoposta ai pensionati, in particolare nel momento in cui si recano a ritirare la pensione o a chiedere informazioni,  è quella della cessione di pensione. L’operazione viene presentata in modo allettante, trascurando di citare i particolari più qualificanti. Ricordiamo qui le principali voci di costo legate a questa operazione. Innanzi tutto viene osannato il valore nominale del prestito, minimizzando o addirittura omettendo che la somma che sarà davvero erogata alla fine dei conteggi sarà spesso meno della metà del valore iniziale. Questo non solo perché gli interessi vengono pagati tutti in anticipo: di norma il tasso finanziario, ovvero gli interessi veri e propri, è piuttosto basso e questo allettante particolare è stigmatizzato e su di esso è posto un grande accento. Nessun riferimento invece al sontuoso compenso spettante proprio alla persona che sta proponendo l’operazione. Questo compenso arriva anche all’astronomica percentuale del 30% del valore nominale, e in ogni caso non è mai inferiore al 20% ed è tanto più alta quanto più è basso il tasso finanziario, in modo da non oltrepassare i limiti posti al Taeg dalla legge. Ma la voce che maggiormente incide su quello che sarà il valore finale è sicuramente l’assicurazione: essendo obbligatoria per legge questa voce non incide sul calcolo del Taeg. Questa assicurazione non riguarda il fatto che, se il pensionato si troverà nel corso della durata del finanziamento in stato di necessità, la compagnia provvederà a pagare le rate. Attenzione perché qualche proponente ha fatto intendere, in alcuni casi, proprio questo; in realtà viene assicurato solo l’evento morte del titolare del prestito, e si tratta di tutt’altra cosa. Inoltre non va dimenticato che, come è facilmente intuibile, il costo dell’assicurazione vita è direttamente proporzionale all’età dell’assicurato e pertanto per un pensionato è mediamente molto alto.
Fino a qualche tempo fa queste due importanti voci – assicurazione e provvigione al proponente – erano ritenute definitive, ovvero una volta incamerate non era in discussione, in caso di estinzione anticipata, la loro restituzione. Qualche tempo fa, invece, la Banca d’Italia ha emanato un autorevole parere secondo il quale tali somme, seppure pagate in via anticipata, non devono intendersi incamerate in via tombale, ma in caso di estinzione anticipata della cessione la parte non ancora maturata (e per l’assicurazione una parte ricavata secondo un’apposita formula) deve essere restituita al cedente.
In realtà questo provvedimento è abbastanza ottemperato dalle finanziarie; non mancano però quelle che ci provano, cioè non restituiscono spontaneamente le giuste somme e, fino a quando esse non vengono energicamente richieste, la restituzione non avviene. La nostra associazione è in grado di aiutare i pensionati che si trovino in tale situazione.  In ogni caso la cosa migliore è non contrarre questo debito se non assolutamente necessario e comunque è bene sapere che si ha a che fare con una operazione oltremodo costosa.
 
 
E.A.
Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo sviluppo economico

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