La tragica aggressione al giovane capotreno di Trenitalia ha riportato all’attenzione generale di come le stazioni ferroviarie abbiano da qualche tempo smesso di essere luoghi di civile aggregazione. Federconsumatori esprime il cordoglio e la vicinanza alla famiglia e ai colleghi della vittima dell’aggressione.
Negli ultimi anni sono state segnalate da associazioni di consumatori e utenti, singoli viaggiatori, comitati e sindacati abusi, malversazioni e aggressioni sempre più frequenti. Il fenomeno non è stato limitato anzi, viene percepito dai viaggiatori con sempre maggiore frequenza, nonostante alcune iniziative che le imprese ferroviarie e le forze di polizia hanno messo in campo.
Sempre più spesso si verificano casi di frequentazioni abusive di treni e stazioni da parte di individui sempre più convinti della loro impunità e, di conseguenza, sempre più molesti ed aggressivi. Troppe volte queste forme di abusivismo superano l’aggressione verbale per sfociare in vere aggressioni fisiche che non devono essere tollerate. I passeggeri, lavoratori e studenti pendolari, quotidianamente si trovano a dover convivere con situazioni di disagio e insicurezza che vanificano i diritti acquisiti col possesso del biglietto o dell’abbonamento.
Federconsumatori ritiene non più rinviabile una inversione radicale dell’attuale tendenza che, se non arginata, rischia di mettere in conto ulteriori eventi delittuosi. Le leggi attuali possono già consentire interventi di maggiore efficacia nel controllo degli accessi alle stazioni e ai treni da parte della Polizia Ferroviaria (Polfer) preposta alla sicurezza degli ambienti ferroviari e, purtroppo, oggetto negli ultimi anni a una progressiva chiusura dei punti di presenziamento da ripristinare quanto prima almeno nelle stazioni-capoluogo.
Emerge anche la necessità di attivare un maggiore controllo all’ingresso delle stazioni e all’accesso ai binari, sia sulle linee principali che sulle tratte secondarie. Deve essere limitato il fenomeno ormai frequente delle fughe lungo il treno di persone abusive inseguite dal personale di bordo e dalla polizia, un fenomeno che finisce per aumentare il senso di insicurezza nei viaggiatori.
In questi giorni la stessa RFI, gestore anche delle stazioni ferroviarie, ha annunciato l’avvio in una stazione della Toscana di un servizio di guardie giurate opportunamente addestrate che in collaborazione con la Polfer svolge un ruolo di deterrenza e controllo, anche dei documenti, negli ambiti ferroviari. Un “pattugliamento dinamico” con passaggi frequenti tra banchine, sale d’attesa e sottopassi previsto proprio nella fascia oraria più preoccupante tra le 17 e le 24.
Un intervento percorribile da mettere in campo con urgenza anche in Emilia Romagna e che deve vedere coinvolte anche le amministrazioni comunali per un maggiore presidio delle aree esterne delle stazioni le cui frequentazioni rappresentano forti preoccupazioni per i viaggiatori in arrivo e partenza in particolare negli orari serali. Una collaborazione tra istituzioni e enti diversi necessaria a garantire una maggiore sicurezza ai viaggiatori e allo stesso personale ferroviario.
