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Anche grazie alle segnalazioni e alle insistenze della Federconsumatori e di altre Associazioni di consumatori, L’ISVAP ha disposto che gli intermediari assicurativi, ivi incluse le banche e altri intermediari finanziari, non possono essere allo stesso tempo distributori di polizze e beneficiari delle stesse.
Il provvedimento nasce da un’indagine commissionata nel 2009 dalla stessa ISVAP sul mercato delle polizze legate ai mutui. Come si legge nel comunicato stampa dell’ISVAP, l’indagine aveva evidenziato che:
– le polizze abbinate a mutui e prestiti, sebbene non obbligatorie, sono di fatto imposte dalla banca e dagli intermediari finanziari al cliente quale condizione per accedere al mutuo o al prestito;
– le polizze sono vendute quasi esclusivamente in forma di premio unico, da pagare anticipatamente all’atto dell’accensione del mutuo o prestito, spesso con aggiunta del premio all’importo finanziato;
– la banca (o l’intermediario finanziario) richiede al cliente di essere designata come beneficiaria o vincolataria delle prestazioni offerte dalla polizza allo scopo quasi esclusivo di  soddisfare propri interessi (protezione della posizione creditoria, riduzione del capitale di vigilanza, immediatezza della riscossione in caso di sinistro);
– la banca (o l’intermediario finanziario) ottiene il soddisfacimento di tali interessi facendo gravare il costo della polizza sul cliente e richiedendo l’applicazione di provvigioni esorbitanti;
– a causa di tali politiche di prezzo, le polizze in abbinamento a mutui o prestiti presentano aliquote provvigionali medie più elevate (44% con punte del 79%) rispetto a quelle distribuite dagli agenti (20%).
Dopo aver inutilmente sollecitato gli intermediari ad un volontario cambiamento di rotta, l’ISVAP nell’aprile 2011 ha effettuato una nuova indagine conoscitiva sulle polizze abbinate a mutui e finanziamenti che non ha evidenziato modifiche nelle pratiche di vendita, continuandosi a registrare l’applicazione di livelli provvigionali molto elevati, con punte dell’80% dei premi. Ad esempio, sono risultati casi in cui ad un cliente di 40 anni per un’assicurazione temporanea per il caso di morte a copertura di un mutuo ventennale di 200.000 euro è stato chiesto un premio in unica soluzione di 9.636 euro, di cui 3.854 euro per la copertura tecnica del rischio e 5.782 euro per costi complessivi, di cui 5.011 a titolo di provvigione per l’attività di intermediazione (ossia il 52% del premio complessivo).
Il nuovo Regolamento dovrebbe avere come effetto quello di aprire la concorrenza su questo mercato e di abbassare l’entità dei premi assicurativi, a vantaggio del consumatore.
(Foto di Images_of_Money su Flickr.com)

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